Il Cav. si muove
Palazzo Chigi crede alla bontà degli stati generali dell’economia. L’annuncio del premier Silvio Berlusconi non resterà isolato. Il Cav. è convinto che una frustata debba essere assecondata da una partecipazione attiva di imprese, lavoratori, industria finanziaria e anche opposizione. L’idea è condivisa tra i ministri. Il titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, aveva già individuato un obiettivo strategico: “Sarà l’occasione per rinnovare il patto con i grandi attori sociali e sarà la sede in cui sviluppare ancor più il principio meno leggi e più contratti”. Leggi Così il Pd non chiude, anzi rilancia, sugli stati generali sull’economia
21 AGO 20

Palazzo Chigi crede alla bontà degli stati generali dell’economia. L’annuncio del premier Silvio Berlusconi non resterà isolato. Il Cav. è convinto che una frustata debba essere assecondata da una partecipazione attiva di imprese, lavoratori, industria finanziaria e anche opposizione. L’idea è condivisa tra i ministri. Il titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, aveva già individuato un obiettivo strategico: “Sarà l’occasione per rinnovare il patto con i grandi attori sociali e sarà la sede in cui sviluppare ancor più il principio meno leggi e più contratti”. Disponibili a collaborare alla realizzazione degli stati generali sono anche il ministero dello Sviluppo economico e quello della Pubblica amministrazione. All’Economia di fatto si sta preparando indirettamente il terreno: informalmente alle maggiori associazioni di imprenditori e di lavoratori è giunto dal Tesoro un invito a delineare proposte per una riforma fiscale. Quella di Assonime (le grandi società per azioni) è già pronta; quelle di Confindustria e di Confcommercio sono in gestazione.
In attesa di novità sugli stati generali che arriveranno a breve su impulso della presidenza del Consiglio, ieri Giulio Tremonti ha coordinato la settimanale riunione del giovedì per l’aggiornamento del Programma nazionale di riforma (Pnr) da inviare entro il 15 aprile a Bruxelles. Il focus si è concentrato sulle misure per il sud, la vera questione nazionale da dirimere per una crescita alla tedesca in Italia, secondo Tremonti. Spunti e suggerimenti sono anche arrivati da un recente seminario a porte chiuse dell’Aspen con intellettuali ed esperti, anche di Bankitalia. Con l’ausilio dei tecnici dei vari ministeri, in primis quello del Lavoro, si stanno individuando soluzioni fiscali, contributive e legislative per incentivare l’occupazione femminile e giovanile nel mezzogiorno. Tremonti, nonostante qualche mugugno del dicastero delle Politiche comunitarie che dovrebbe coordinare i lavori del Pnr, in una dialettica costruttiva con il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, sta rimpinguando il capitolo sud con un ruolo “alla tedesca” per la Cassa depositi e prestiti. Dal cantiere tremontiano sulla riforma fiscale, infine, arrivano i numeri dai quali potrebbe partire un piano di dismissioni finalizzate alla riduzione del debito. Secondo Radiocor, infatti, il patrimonio pubblico (tra immobili e partecipazioni) sarebbe stato stimato in oltre 550 miliardi di euro.
In attesa di novità sugli stati generali che arriveranno a breve su impulso della presidenza del Consiglio, ieri Giulio Tremonti ha coordinato la settimanale riunione del giovedì per l’aggiornamento del Programma nazionale di riforma (Pnr) da inviare entro il 15 aprile a Bruxelles. Il focus si è concentrato sulle misure per il sud, la vera questione nazionale da dirimere per una crescita alla tedesca in Italia, secondo Tremonti. Spunti e suggerimenti sono anche arrivati da un recente seminario a porte chiuse dell’Aspen con intellettuali ed esperti, anche di Bankitalia. Con l’ausilio dei tecnici dei vari ministeri, in primis quello del Lavoro, si stanno individuando soluzioni fiscali, contributive e legislative per incentivare l’occupazione femminile e giovanile nel mezzogiorno. Tremonti, nonostante qualche mugugno del dicastero delle Politiche comunitarie che dovrebbe coordinare i lavori del Pnr, in una dialettica costruttiva con il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, sta rimpinguando il capitolo sud con un ruolo “alla tedesca” per la Cassa depositi e prestiti. Dal cantiere tremontiano sulla riforma fiscale, infine, arrivano i numeri dai quali potrebbe partire un piano di dismissioni finalizzate alla riduzione del debito. Secondo Radiocor, infatti, il patrimonio pubblico (tra immobili e partecipazioni) sarebbe stato stimato in oltre 550 miliardi di euro.